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La Smorfia napoletana: numeri, sogni e tradizione

A Napoli i sogni hanno un numero. La Smorfia napoletana è il sistema tradizionale che associa eventi, oggetti e visioni notturne a una cifra: una delle espressioni più vive della cultura popolare partenopea.

Cos'è la Smorfia

La Smorfia è un repertorio simbolico che traduce in numeri ciò che accade nella vita e nei sogni. Il nome stesso rimanderebbe a Morfeo, il dio del sonno: si "interpreta" un sogno per ricavarne le cifre corrispondenti.

Le origini a Napoli

Radicata fra cabala, tradizione popolare e cultura mediterranea, la Smorfia ha trovato a Napoli la sua casa, intrecciandosi nei secoli con la vita dei quartieri e con il linguaggio di strada della città.

I numeri più famosi

Alcune associazioni sono entrate nel linguaggio comune: il 47 ('o muorto, il morto), il 48 ('o muorto che parla), il 90 ('a paura), il 33 (gli anni di Cristo). Una grammatica di simboli condivisa da intere generazioni.

La Smorfia nella cultura partenopea

Canzoni, teatro, cinema: la Smorfia attraversa l'immaginario napoletano, da Totò alle commedie di Eduardo. È folklore vivo, parte dell'identità di Napoli quanto i suoi vicoli e la sua lingua.

Un patrimonio antropologico

Più che una curiosità, la Smorfia è un documento di antropologia popolare: il modo in cui una città ha messo in numeri la propria visione del mondo. Si lega ad altre tradizioni italiane, come i giochi di carte e i loro mazzi regionali.

Luogo: Napoli · Campania. Temi: Smorfia · sogni · cultura popolare partenopea · Totò · Eduardo.