Materiali di moltiplicazione della vite Selezione clonale della vite ACOVIT Vigneti italiani Viticoltura italiana — costitutori associati

Dalla vigna al bicchiere: come il materiale clonale definisce il vino

Prima del terroir, prima della cantina, c'è una scelta che condiziona tutto il resto: quale materiale di moltiplicazione mettere a dimora. Il vino che beviamo comincia molto prima della vendemmia, nel momento in cui un costitutore seleziona un clone della vite. È la parte meno visibile della filiera, e una delle più decisive.

Che cos'è la selezione clonale

All'interno di uno stesso vitigno — il Sangiovese, il Teroldego, l'Aglianico — esistono piante leggermente diverse l'una dall'altra: differenze nate da mutazioni naturali accumulate nei secoli. Un clone è la discendenza, geneticamente identica, di una singola pianta madre scelta per le sue caratteristiche. La selezione clonale è il lavoro, lungo molti anni, di individuare e moltiplicare le piante migliori per resa, sanità e qualità del mosto.

Va distinta dal portinnesto, la parte radicale su cui la varietà viene innestata: dall'unione fra clone e portinnesto dipende l'adattamento della vite al suolo, alla siccità, al vigore. Sono due scelte separate, ed entrambe pesano sul risultato finale.

Perché due cloni danno vini diversi

Sembra un dettaglio tecnico, ma non lo è. Due cloni dello stesso vitigno, piantati nello stesso vigneto, possono dare uve con grappolo più o meno spargolo, con bucce più o meno spesse, con maturazioni leggermente diverse. Sul Sangiovese, per esempio, decenni di selezione hanno distinto biotipi adatti al Chianti da altri più indicati per il Brunello. La scelta del clone, insomma, è una delle prime decisioni stilistiche che un viticoltore prende — molto prima di entrare in cantina.

Dal vivaio al filare: una filiera certificata

Perché un clone arrivi al filare deve prima superare un percorso di controllo. I costitutori conservano le piante madri nei Nuclei di Premoltiplicazione, ne verificano lo stato sanitario — in particolare l'assenza dei principali virus — e producono materiale tracciabile e certificato, poi moltiplicato dai vivaisti. È un sistema pensato per dare ai viticoltori materiale sano e affidabile, ed è il cuore dell'attività di ACOVIT e dei suoi associati.

Ogni clone omologato è registrato e descritto. Le selezioni dei costitutori italiani sono raccolte nei cataloghi delle uve da vino, delle uve da tavola e dei porta innesti, e si rifanno al Registro Nazionale delle Varietà di Vite.

La sanità del materiale, una questione di territorio

La selezione non riguarda solo la qualità ma anche la difesa: materiale sano significa vigneti più resistenti e meno dipendenti dagli interventi. È un tema particolarmente sentito nelle aree di viticoltura difficile, come la montagna del Trentino-Alto Adige, dove la ricerca viticola italiana ha una delle sue sedi storiche, proprio dove ha sede ACOVIT.

Temi: selezione clonale · materiale di moltiplicazione · portinnesto · Nuclei di Premoltiplicazione · Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Luogo: San Michele all'Adige (TN).