Il vino kosher in Italia
Il vino kosher segue regole precise, legate alla tradizione ebraica. In Italia ha una storia antica quanto le comunità che lo producono — da Roma a Venezia, da Pitigliano in Toscana al Monferrato piemontese.
Cosa rende un vino kosher
Perché un vino sia kosher (idoneo) la lavorazione deve avvenire sotto vigilanza rabbinica e secondo regole stabilite: dalla vendemmia all'imbottigliamento la manipolazione è riservata, e una versione cotta del vino — detta mevushal — ne mantiene l'idoneità anche se servita da terzi. Il vitigno e il territorio restano quelli italiani: cambia il modo in cui il vino viene prodotto.
Roma e il Ghetto
La comunità ebraica di Roma è una delle più antiche d'Europa, e con essa la consuetudine di un vino prodotto secondo le regole: un capitolo che attraversa i secoli nel cuore della città.
Venezia: dal Ghetto alla laguna
A Venezia nacque, nel 1516, il primo ghetto della storia: un microcosmo che ha lasciato traccia profonda nella cultura della città lagunare, vino compreso. È un altro tassello del nostro racconto sul Veneto.
Pitigliano, la "Piccola Gerusalemme"
In provincia di Grosseto, il borgo di Pitigliano è noto come la "Piccola Gerusalemme" di Toscana per la sua storica presenza ebraica, a cui si lega una tradizione enologica kosher tuttora ricordata.
Il Monferrato ebraico: Casale
In Piemonte, Casale Monferrato conserva una delle sinagoghe più belle d'Italia e la memoria di una comunità radicata nel territorio del vino piemontese.