Vini della Toscana: Chianti, Brunello e Bolgheri
Colline, cipressi e filari: la Toscana è forse il paesaggio del vino italiano più riconosciuto al mondo. Il suo vitigno-simbolo è il Sangiovese, che cambia volto da una collina all'altra dando alcuni dei grandi rossi d'Italia — affiancato, sulla costa, dai tagli bordolesi che hanno fatto la storia recente.
Il Sangiovese e il cuore della regione
Dal Sangiovese nascono i vini del Chianti e, nel suo cuore storico fra Firenze e Siena, del Chianti Classico, riconoscibile dal Gallo Nero. È un vitigno sensibilissimo al luogo: per questo la selezione clonale vi ha lavorato a lungo, distinguendo biotipi adatti a ciascuna zona. Ne abbiamo parlato anche nella guida ai grandi vitigni autoctoni italiani.
Montalcino e il Brunello
Attorno al borgo di Montalcino, in provincia di Siena, una particolare selezione di Sangiovese — il Brunello — dà uno dei rossi italiani più longevi e celebrati, il Brunello di Montalcino, capace di affinare per decenni.
Montepulciano e il Nobile
Poco più a est, Montepulciano dà il Nobile di Montepulciano, anch'esso a base Sangiovese (qui chiamato Prugnolo gentile): un rosso di tradizione antica, elegante e strutturato.
Bolgheri e i Super Tuscan
Sulla costa, in provincia di Livorno, Bolgheri è la patria dei Super Tuscan: vini nati dall'uso di Cabernet e Merlot accanto al Sangiovese, che a partire dagli anni Settanta hanno cambiato la geografia del vino italiano d'alta gamma.
San Gimignano, la Maremma e oltre
Non c'è solo rosso. A San Gimignano si produce la Vernaccia, storico bianco toscano; nella Maremma, più a sud, la viticoltura ha trovato negli ultimi decenni una nuova frontiera, fra Sangiovese e varietà internazionali.